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Perché restiamo piccoli (è una scelta, non un limite)

Mi chiedono spesso perché Portfolio non è cresciuta. Domanda legittima. Trent’anni di clienti come Adidas, Nestlè, Universal Geneve, Marcolin avrebbero potuto trasformarci in una struttura da venti, trenta persone. Sarebbe stata la scelta logica dal punto di vista del fatturato. È stata però una scelta esplicita non farlo.

Cosa accade quando un’agenzia cresce

Quando un’agenzia cresce oltre le cinque-sei persone, qualcosa cambia inesorabilmente. Compaiono i project manager, gli account, gli specialisti che non parlano tra loro. Il cliente non ha più un interlocutore: ha un percorso. E in quel percorso si perdono le informazioni più importanti, quelle che il direttore creativo dovrebbe ascoltare in prima persona.

La piccola struttura come metodo

Restando piccoli — uno studio principale, una rete di collaboratori specializzati attivati ad hoc — manteniamo il punto critico: l’art director ascolta il cliente direttamente. Non c’è filtro. Non c’è telefono senza fili. Le informazioni arrivano integre al tavolo dove si decide.

Costa? Sì. Limita la crescita? Sì. È onesto? Sì.

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